flag english flag italian flag french flag korean flag german flag portuguese flag saudi flag spanish flag polish flag japanese
 
 
 
 

Criteri di misura di PEDro (ultima modifica Marzo, 1999)

Nella seguente tavola vengono brevemente dettagliati i metodi utilizzati nei criteri di misura di PEDro. Maggiori dettagli su alcuni di questi punti sono forniti nella Guida a PEDro. Un eccellente testo, per coloro che vogliano ulteriori informazioni sulla stesura di uno studio clinico, è Pocock SJ (1983). Clinical Trials. A Practical Approach. Chichester: John Wiley (il testo analizza soprattutto studi su farmaci, ma le applicazioni principali possono anche essere usate per studi in fisioterapia).

1. I criteri di eligibilità sono stati specificati.

no/si
[Spiegazione] Questo criterio influenza la validità esterna, ma non quella interna o statistica dello studio. È stato incluso nei criteri di misura di PEDro perché vi fossero incluse tutte le voci della metodologia Delphi. Ciò non viene usato per calcolare il punteggio finale.

2. I soggetti sono stati randomizzati in vari gruppi (in uno studio crossover, l'ordine con cui i soggetti ricevono il trattamento viene randomizzato).

no/si
[Spiegazione]  L'assegnazione randomizzata assicura che (con i limiti dovuti al caso) il gruppo di controllo e di trattamento siano simili.

3. L'assegnazione dei pazienti era celata.

no/si
[Spiegazione] "Celata" si riferisce al fatto che le persone che decidono l'eleggibità dei soggetti nello studio, non sanno, al momento della loro decisione, a quale gruppo sarà assegnato il prossimo soggetto. E' possibile che, se l'assegnazione non sia celata, la decisione se includere un soggetto nello studio o meno, sia influenzata dal sapere se il paziente riceverà o non riceverà il trattamento. Questo può produrre errori sistematici in uno studio per altro ben randomizzato. Ci sono evidenze empiriche che l'assegnazione celata influenzi la dimensione dell'effetto (essa è associata ad una dimensione più modesta dell'efficacia di un trattamento, vedi Schulz et al. (1995) JAMA 273(5): 408-412)

4. I gruppi erano simili all'inizio dello studio per quanto riguarda i più importanti indicatori prognostici.

no/si
[Spiegazione] Questo criterio può fare emergere informazioni circa i potenziali errori introdotti dal caso nonostante l'assegnazione randomizzata. Grossolane discrepanze fra i gruppi indicano che la procedura di randomizzazione è stata inadeguata.

5. Tutti i pazienti erano "ciechi" rispetto al trattamento.

no/si
[Spiegazione] La "cecità" dei pazienti assicura che questi non siano in grado di sapere se abbiano ricevuto o meno il trattamento sperimentale. Quando i soggetti sono "ciechi" il lettore può essere sicuro che l'effetto del trattamento (o il non effetto) non sia dovuto all'effetto placebo, o all'effetto Hawthorne (un artefatto sperimentale in cui le risposte dei soggetti sono distorte dalla compiacenza verso le aspettative dell'investigatore).

6. Tutti i terapisti erano "ciechi" al tipo di trattamento che somministravano.

no/si
[Spiegazione] La "cecità" dei terapisti assicura che i tali non siano in grado di discriminare se i soggetti ricevano o meno il trattamento. Quando il terapista è "cieco", il lettore può essere sicuro che l'effetto del trattamento (o il non effetto) non sia dovuto all'entusiasmo o allo scetticismo del terapista nei confronti del trattamento o delle condizioni di controllo.

7. Tutti i valutatori erano "ciechi" rispetto ad almeno uno degli obiettivi principali dello studio.

no/si
[Spiegazione] La "cecità" dei valutatori assicura che questi non sappiano se il singolo soggetto abbia o meno ricevuto il trattamento. Quando il valutatore è "cieco", il lettore può essere sicuro che l'effetto apparente del trattamento (o il non effetto) non sia influenzato da errori nelle misurazioni dovute ad eventuali pregiudizi di chi valuta.

8. I risultati di almeno un obiettivo dello studio sono stati ottenuti su almeno l'85% dei pazienti inizialmente assegnati ai gruppi.

no/si
[Spiegazione] É importante che le misure degli obiettivi siano fatte su tutti i soggetti che sono stati randomizzati nei gruppi. I soggetti che non sono più stati seguiti possono differire sistematicamente da quelli che lo sono stati, introducendo così un possibile errore. La grandezza dell'errore aumenta in proporzione al numero di soggetti non valutati al termine dello studio.

9. Tutti i pazienti analizzati al termine dello studio hanno ricevuto il trattamento (sperimentale o di controllo) a cui erano stati assegnati, se così non fosse almeno uno degli obiettivi è stato analizzato per "intenzione al trattamento".

no/si
[Spiegazione] Quasi inevitabilmente ci sono violazioni dei protocolli clinici. La violazione dei protocolli può comportare che i soggetti non ricevano il trattamento come pianificato, o ricevano il trattamento quando non avrebbero dovuto. Un analisi dei dati in base al trattamento ricevuto dai soggetti (invece che in base al trattamento che avrebbero dovuto ricevere) è fonte di errori. È importante che l'analisi dei dati venga condotta come se i soggetti avessero avuto il trattamento (sperimentale o di controllo) come pianificato all'inizio dello studio. Questa è di solito chiamata "analisi per intenzione di trattamento". Per una discussione recente sull'analisi per intenzione al trattamento vd Hollis S, Campbell F (1999) BMJ 319: 670-4.

10. I risultati della comparazione statistica tra i gruppi sono riportati per almeno uno degli obiettivi chiave.

no/si
[Spiegazione] Gli studi clinici devono essere corredati da test statistici per determinare se una eventuale differenza tra i gruppi sia maggiore di quella verosimilmente attribuibile al caso.

11. Lo studio fornisce misure corredate degli gli indici di variabilità per almeno uno degli obiettivi chiave

no/si
[Spiegazione] Gli studi clinici forniscono stime relativamente corrette della dimensione di un effetto. La misura migliore (point measure) dell'effetto di un trattamento è la differenza (od il rapporto) fra i risultati del gruppo di trattamento e quelli del gruppo di controllo. Per accertare che questo valore sia attendibile è necessario che i dati forniti includono quelli sulla varianza dello studio.

Una copia dei Criteri di misura di PEDro, in formato Microsoft Word, può essere ottenuta premendo qui

 
 
Tutti i criteri I punti sono assegnati solo quando il criterio è chiaramente soddisfatto. Se una lettura letterale dello studio rivela che sia possibile che il criterio non sia soddisfatto, il punto non deve essere assegnato.
Criterio 1
Questo criterio è soddisfatto se il lavoro descrive la provenienza dei soggetti ed una lista dei criteri usati per determinare chi era eleggibile per la partecipazione allo studio.
Criterio 2
Si considera che uno studio abbia usato un'assegnazione randomizzata se questo viene esplicitamente dichiarato nel testo.  Non è necessario che venga dettagliato il metodo di randomizzazione impiegato.  Procedure quali lancio di una monetina o di un dado si possono considerare random.  Un'assegnazione quasi-random, quale l'assegnazione per numero di registrazione ospedaliero o la data di nascita, non soddisfano questo criterio.
Criterio 3
Assegnazione celata, significa che le persone che decidono se un soggetto è eleggibile per l'inclusione nel trial sono all'oscuro, quando prendono tale decisione, del gruppo in cui il soggetto sarà assegnato. Si assegna un punto per questo criterio, anche se non viene esplicitamente dichiarato, quando il lavoro dichiari che l'assegnazione sia stata fatta attraverso buste opache sigillate o che sia stata effettuata attraverso un terzo esterno, consegnatario della lista di randomizzazione.
Criterio 4
In studi di terapia, il lavoro deve riportare almeno un indice di severità della condizione trattata ed almeno il valore di un (diverso) obiettivo chiave, alla partenza dello studio. Il valutatore sarà soddisfatto se i gruppi non differiscono, sulla base dei valori degli indicatori prognostici all'inizio dello studio, in modo clinicamente significativo.  Questo criterio è soddisfatto anche se vengono presentati solo i valori dei soggetti che hanno completato lo studio.
Criterio 4, 7-11

I risultati chiave sono quelli che forniscono la misura principale dell'efficacia (o non efficacia) della terapia.  Nella maggior parte degli studi i risultati sono misurati attraverso più variabili.

Criterio 5-7
"Cecità" significa che le persone in questione (pazienti, terapisti o valutatori) non sanno in quale gruppo il paziente sia stato assegnato.  In aggiunta, i pazienti ed i terapisti sono considerati "ciechi" solo se non sono in grado di distinguere tra i trattamenti applicati ai diversi gruppi.  Negli studi in cui i risultati chiave sono "auto-riportati" (ad esempio, Criteri visuo-analogiche; diari del dolore) il valutatore è considerato "cieco" se il paziente era "cieco".
Criterio 8
Questo criterio è soddisfatto solo se il lavoro dichiara esplicitamente sia il numero dei soggetti inizialmente assegnati ai gruppi, sia il numero dei soggetti per i quali si sono ottenute misure dei risultati chiave.  Negli studi nei quali i risultati sono misurati più volte nel tempo, un risultato chiave deve essere misurato in più dell'85% dei soggetti in uno dei vari controlli nel tempo.
Criterio 9
Un'analisi si dice "per intenzione di trattamento" quando i soggetti vengono misurati nel gruppo in cui sono stati inizialmente assegnati anche se in effetti non hanno ricevuto il trattamento (sperimentale o di controllo) come previsto. Questo criterio è soddisfatto, anche se non viene citata esplicitamente l'analisi per intenzione di trattamento, quando il lavoro dichiara esplicitamente che tutti I soggetti hanno ricevuto il trattamento o le condizioni di controllo secondo la loro assegnazione.
Criterio 10
Una comparazione statistica fra gruppi comporta un confronto statistico fra un gruppo ed un altro. A seconda della stesura dello studio, questa può comportare il confronto fra due o più trattamenti, od il confronto fra il trattamento ed il placebo.  L'analisi può essere una semplice comparazione fra i risultati misurati dopo la somministrazione del trattamento, ovvero un confronto fra le variazioni in un gruppo rispetto alle variazioni nell'altro (quando si è usata un'analisi fattoriale della varianza il secondo è spesso riportato come una "group time interaction").   Il confronto può essere in forma di verifica di un'ipotesi (che fornisce un valore "p", che indica la probabilità che i gruppi differiscano solo per l'effetto del caso) od in forma di una stima (per esempio la differenza media o mediana, o la differenza tra proporzioni, o il numero dei pazienti da trattare, o rischio relativo, od hazard ratio)  corredata del proprio intervallo di confidenza. 
Criterio 11
La misura puntiforme è una misura della dimensione dell'effetto del trattamento. L'effetto del trattamento può essere descritto come differenza fra i risultati dei gruppi o come il risultato in ciascuno dei gruppi.  Le misure della variabilità includono deviazioni standard, errore standard, intervalli di confidenza, intervalli percentili e ampiezza della serie di valori.  La dimensione dell'effetto e/o la sua variabilità possono essere mostrate in forma grafica (ad es., la deviazione standard può essere visualizzata come barra di variabilità in un grafico) se vengono chiaramente così indicate nel grafico (cioè, ad es. se  è chiaro che la barra rappresenta la deviazione standard o l'errore standard).  Dove i risultati siano categorici, questo criterio è considerato soddisfatto se viene fornito il numero di soggetti in ciascuna categoria.
 
 
 

Contattateci a PEDro@george.org.au

Tradotto in italiano da Roberto Iovine e Francesco Gambino